Attività promosse dalla Sen. Elena Cattaneo in Senato
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Se le pratiche esoteriche possono diventare legge – Dal Messaggero del 10 febbraio 2022

All’indomani delle modifiche al ddl sull’agricoltura biologica in Aula alla Camera, per eliminarne uno dei tre riferimenti all’agricoltura biodinamica, la Senatrice Cattaneo (che, in Senato, aveva presentato un analogo emendamento, poi respinto) fa il punto su quanto fatto e quanto resta da fare.

Come avvenne nel 2013 per il decreto legge che stava per essere convertito legittimando il cosiddetto “metodo Stamina” nel Sistema sanitario nazionale, con una sterzata dell’ultimo miglio, la Camera ha evitato di apporre il sigillo dello Stato alla equiparazione tra credenze ed evidenze, realtà e magia, astrologia e astronomia.

Il 19 maggio 2021, su queste pagine, scrissi per la prima volta del rischio che il Parlamento stava correndo nell’approvare un atto che avrebbe promosso a legge una pratica agricola, la biodinamica, che si avvale di rituali magici ed esoterici utilizzando, in dosi omeopatiche, preparati come l’ormai famigerato “cornoletame”. Il giorno dopo intervenni in Senato, sottolineando, dopo averlo fatto per tempo e in modo approfondito con il relatore del provvedimento (il Senatore Mino Taricco del PD), l’abnormità di quanto si stava realizzando. Un allarme che da tempo docenti ed esperti del settore agrario formulavano, inascoltati, ai parlamentari. Quel 20 maggio, la legge sull’agricoltura biologica che equiparava quest’ultima alla ‘biodinamica’ passò, con il mio solo voto contrario. Quella solitudine, tuttavia, non era l’esatta rappresentazione di quel che successe in Aula. Ascoltato il mio intervento, infatti, molti senatori rimasero stupefatti di quanto avevo portato alla loro conoscenza: alcuni pubblicamente, alcuni solo privatamente, mi dissero che sarebbero stati favorevoli ai miei tre emendamenti che eliminavano la biodinamica dal disegno di legge (senza ovviamente -e non è mai stato un obiettivo- vietarne la libera pratica), ma che ormai “era troppo tardi”. Il “troppo tardi” parlamentare, ho appreso in questi anni, è quello che impedisce di fare la cosa giusta, di correggere un errore evidente, perché altrimenti la legge, la norma, “non si porta a casa”.

Ma quella legge, come uscita dal Senato, non poteva essere il male minore “da portare a casa”, perché con essa si promuoveva il pensiero magico a legge dello Stato. La questione, ripresa da Società scientifiche di settore, studiosi, intellettuali, editorialisti, pubbliche sottoscrizioni di cittadini e ricercatori divenuti consapevoli di quanto si stava per approvare, è cresciuta e si è radicata nel Paese. Tanto da culminare, il 22 novembre 2021, nelle parole del Presidente Mattarella che, in risposta alle preoccupazioni del professor Giorgio Parisi, neo Premio Nobel per la Fisica, affermò “(…) È una questione che sta in Parlamento e io, notoriamente, non posso pronunciarmi. Ma posso ben dire che, perché diventi legge, vi sono alcuni altri passaggi, anche parlamentari anzitutto, che rendono lontana questa ipotesi”.

Ebbene, dopo l’approvazione del Senato, come i lettori del Messaggero hanno potuto leggere lo scorso 29 luglio, la Commissione agricoltura della Camera non ritenne necessari ripensamenti o approfondimenti sul ddl (benché documenti, statement e firme si fossero moltiplicati). In tre sedute – per un totale di 35 minuti di lavoro – liquidò, all’unanimità, la questione. Nove furono gli emendamenti. Unici presentati da componenti della commissione, quelli di Fratelli d’Italia. Unico deputato di altra commissione che aveva presentato e difeso quanto proposto dalle società scientifiche, un membro della Commissione affari costituzionali, Riccardo Magi (+Europa-Radicali), lo stesso e unico che – meritoriamente – li ha ripresentati in Aula due giorni fa.
Che ci fossero problemi “ordinamentali”, del resto, lo ha rilevato lo stesso parere del Comitato per la legislazione invitando la Commissione della Camera a riconsiderare l’equiparazione tra l’agricoltura biologica e quella “biodinamica”, poiché di quest’ultima non esiste una definizione legislativa. Da parte sua l’Ufficio legislazione straniera della Camera, ai primi di giugno, segnalava come l’agricoltura biodinamica, pur liberamente praticata, fosse assente da ogni richiamo nella legislazione di Francia, Spagna e perfino Germania – sede di Demeter international, la multinazionale della certificazione biodinamica. Ma il relatore del provvedimento in commissione, l’onorevole Pasquale Maglione, liquidò in sole tre parole il parere del Comitato per la legislazione: “Non è vincolante”. Come “vincolanti” non erano i commenti, osservazioni e proposte giunti dalla comunità scientifica.

Con queste premesse, fino agli interventi in discussione generale di martedì scorso, la votazione finale alla Camera del ddl sembrava già scritta. Tuttavia, martedì pomeriggio, si è materializzata la speranza di correzioni “last minute”, con una sospensione a sorpresa dei lavori, che poi si è concretizzata ieri con l’approvazione unanime dell’emendamento proposto dal relatore Maglione, identico a quello proposto da Magi. Ecco quindi l’eliminazione netta e inequivoca, dall’articolo 1 della legge, del periodo che faceva riferimento esplicito all’equiparazione tra il metodo di agricoltura biologica e “il metodo dell’agricoltura biodinamica”. Ho appreso che la decisione è stata frutto di un’intensa attività culminata nella volontà dei Presidenti dei gruppi, d’intesa col governo, di far tesoro delle parole del Presidente Mattarella del novembre scorso.

Purtroppo, una volta accettata l’idea che non fosse “troppo tardi per intervenire” e considerata l’unanimità di tutti i gruppi, non si è realizzato quanto forse era a portata di mano: eliminare dalla legge ogni riferimento alla biodinamica, cioè intervenire non solo sull’articolo 1, ma anche sul 5 e sull’8 che pure, in forme diverse, promuovono questa pratica. La presenza di un rappresentante della ‘biodinamica’ ulteriore e autonomo da quelli dell’agricoltura biologica al tavolo tecnico ministeriale istituito da questa legge, così come il riferimento alle sementi ‘biodinamiche’, appaiono oggi disposizioni ancora meno comprensibili essendo stato eliminato il loro presupposto: l’equiparazione specifica e preferenziale della biodinamica al biologico che il primo articolo prevedeva. Non dispero che, a partire dai colleghi senatori che nel maggio 2021 mi espressero personale sostegno, nell’ ulteriore lettura che spetterà al Senato si possano individuare modalità efficaci per affrontare questi aspetti ancora critici.

Questa vicenda mi ha una volta di più persuaso che la dimensione politica di una democrazia parlamentare pluralista, in quotidiana competizione con sistemi politici autocratici “decidenti”, non possa risolversi nella fotografia dei rapporti di forza tra chi dice che due più due fa quattro e chi sostiene faccia cinque. È fondamentale che, anche nell’agone parlamentare – senza dover fare affidamento sulla moral suasion esterna – non venga mai meno il rapporto con la realtà, perché è in quel momento che si perde la base comune per decidere nell’interesse dei cittadini, oltre alla loro fiducia.

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