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Articoli su PNRR e ricerca pubblica – Marzo-aprile 2021

A partire dalle bozze di Piano nazionale di Ripresa e Resilienza elaborate nel gennaio 2021 dal Governo Conte II, e dalle Note tecniche aggiuntive trasmesse alle Camere nel marzo 2021 da Daniele Franco, ministro dell’Economia del nuovo governo Draghi, sulla stampa nazionale si è sviluppato un dibattito in cui molti studiosi hanno espresso pareri, basati sull’analisi dell’esistente, su come meglio indirizzare gli ingenti investimenti in ricerca che saranno resi possibili dai fondi del programma Next Generation EU. Anche la Senatrice Cattaneo ha espresso il timore che gli investimenti si concentrino sulla costruzione di pochi centri “fisici”, anziché sulla valorizzazione delle “eccellenze diffuse” già presenti su tutto il territorio e in tutto il sistema della ricerca pubblica italiana.

Un segnale importante, a scongiurare questo rischio, è arrivato dalle dichiarazioni della ministra dell’Istruzione Cristina Messa in audizione in Parlamento il 17 marzo scorso, volte a chiarire che la natura dei “nuovi centri” previsti nel PNRR è quella di centri di coordinamento delle realtà esistenti, per valorizzare le loro specificità in termini di conoscenze, competenze, innovazione.

A questo link è possibile consultare e scaricare una raccolta di articoli usciti nell’ultimo mese su questi argomenti.

Ricerca e cultura, doppia polizza sul nostro futuro – Dal Messaggero del 10 gennaio 2021

In un articolo sul Messaggero di domenica 10 gennaio, Elena Cattaneo ricorda che il dibattito sull’impiego dei fondi straordinari resi disponibili dal piano “Next generation EU” non deve distogliere dalla corretta gestione e programmazione strategica del finanziamento ordinario alla ricerca, soprattutto quella di base, e segnala alcune positive discontinuità in questo senso rispetto al passato, dovute all’impegno del Ministero dell’Università e della Ricerca.

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Come vincere e perdere un ERC e il nostro futuro – Da D di Repubblica del 9 gennaio 2021

Nella sua rubrica sul settimanale D di Repubblica, la senatrice Cattaneo racconta degli ottimi risultati ottenuti dai ricercatori italiani nell’aggiudicarsi i fondi del prestigioso European Research Council (ERC) per i loro progetti, e di alcune ragioni per cui questa “vittoria” si trasforma in una sconfitta nel momento in cui la maggior parte di loro decide di portare avanti quei progetti fuori dall’Italia, in Paesi più attrattivi per la scienza e la ricerca, mentre dall’estero ben pochi vincitori di ERC scelgono l’Italia come sede.

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